"Silio Italico"
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La Scuola prende il nome da Silio Italico. Tiberio Cazio Asconio Silio Italico (25 circa – Campania, 101) fu avvocato, poeta e politico dell'Impero romano. Abbiamo notizie di lui da una lettera di Plinio il giovane a Caninio Rufo (Epist. 3, 7) nella quale parla della sua morte, all'età di settantacinque anni. Poiché la lettera è databile fra il 101 e il 106 è probabile che la morte sia avvenuta fra il 101 e il 104. Da queste deduzioni si evince che Silio nacque fra il 25 e il 29. Altre brevi informazioni ci vengono da Tacito e da Marziale: di quest'ultimo Silio fu il patrono. Da Marziale sappiamo che operò nel Foro come avvocato difensore probabilmente già all'epoca dell'Imperatore Claudio. Nel 77 Silio Italico fu proconsole in Asia Minore agli ordini dell'Imperatore Vespasiano. Nel 1934 ad Afrodisia fu rinvenuta una targa che riporta il suo nome completo: Tib. Catius Asconius Silius Italicus. Il nome Asconio (Asconius) porta a ritenere che fosse legato alla gens patavina ma non se ne ha certezza. Allo scadere del mandato proconsolare Silio Italico si ritirò dalla vita politica attiva dedicandosi agli studi e alla stesura del suo poema: i Punica. Anche a causa dello stato di salute trascorse gli ultimi anni in Campania dove aveva acquistato la villa che era stata di Cicerone, il suo modello di oratoria e la terra che custodiva la tomba di Virgilio di cui era un estimatore . In Campania, probabilmente nel 101, provato da una male incurabile, si lasciò stoicamente morire di fame. Le opere di Silio Italico furono stampate per la prima volta nel 1471 assieme a quelle di Tito Calpurnio Siculo, poeta del periodo neroniano. (da Wikipedia) |


